Andy Burnham, il popolare sindaco della contea Greater Manchester, ha vinto le elezioni suppletive di Makerfield il 18 giugno con un netto 54,8% dei voti, rafforzando significativamente la sua posizione come possibile sfidante del primo ministro Keir Starmer per la leadership del partito Labour.
Burnham ha ottenuto circa 24.927 voti nel collegio del nord-ovest dell’Inghilterra, battendo il candidato di Reform UK Robert Kenyon, fermatosi al 34,5%, con un vantaggio superiore ai 9.000 voti. Il risultato rappresenta una solida performance per il Labour in un seggio che il partito detiene da lungo tempo, nonostante il vento contrario a livello nazionale.
Nel suo discorso di vittoria, Burnham ha adottato un tono da futuro primo ministro, sottolineando la necessità di un cambiamento all’interno del Labour e delineando priorità come rendere la vita più accessibile, ridurre le bollette energetiche e promuovere la reindustrializzazione.
“Ho parlato della necessità di cambiare il Labour… e ora dobbiamo cogliere questo momento e rispondere alle sfide che ci sono state poste”, ha dichiarato. “È la nostra ultima possibilità di cambiare, ma la coglieremo… e tracceremo una nuova strada per la Gran Bretagna”.
Starmer promette di affrontare qualsiasi sfida
Il primo ministro Keir Starmer ha reagito rapidamente promettendo di competere contro qualsiasi candidatura alla leadership. “Se ci sarà una sfida, io mi presenterò, e ho detto ripetutamente che non ho intenzione di farmi da parte”, ha detto al personale, mettendo però in guardia contro le divisioni interne: “L’unica cosa che dobbiamo evitare è precipitare il nostro partito e il nostro Paese nel caos, mettendoci gli uni contro gli altri e distruggendo il nostro partito dall’interno”.
Starmer ha evidenziato i risultati ottenuti dal suo governo, tra cui un rafforzamento dei rapporti con l’Unione europea, la stabilizzazione dell’economia e gli sforzi per ridurre i tempi di attesa del Servizio sanitario nazionale (NHS). Tuttavia, il risultato delle elezioni suppletive ha amplificato le preoccupazioni già esistenti all’interno del Labour sulla sua leadership, dopo pesanti sconfitte nelle elezioni locali e una popolarità personale relativamente bassa.
Il percorso verso una sfida alla leadership
L’elezione di Burnham come deputato rimuove un ostacolo importante verso una possibile sfida formale. Secondo le regole del Labour, una competizione per la leadership può essere avviata se il 20% del gruppo parlamentare – 81 deputati, incluso lo sfidante – nomina un candidato. Solo i deputati in carica possono guidare il partito e ricoprire il ruolo di primo ministro, quindi Burnham dovrà essere formalmente insediato come deputato prima di poter entrare ufficialmente nella corsa.
Starmer mantiene il diritto automatico di candidarsi in qualsiasi competizione. Il processo prevederebbe le candidature da parte delle sezioni locali del partito e dei sindacati, seguite da una votazione degli iscritti – una procedura che potrebbe durare dai due ai tre mesi.
Figure chiave come l’ex ministro della Salute Wes Streeting hanno lasciato intendere di avere abbastanza sostegno tra i deputati per forzare una competizione, a meno che Starmer non stabilisca un calendario chiaro per il suo ritiro. Alcuni deputati laburisti, tra cui l’alleata di Burnham Louise Haigh, hanno espresso la preferenza per un passaggio di consegne ordinato, evitando una battaglia pubblica dannosa.
Starmer dovrebbe preoccuparsi?
Sì, i sondaggi tra gli iscritti al Labour mostrano costantemente Burnham come il favorito assoluto in un’eventuale corsa alla leadership. La sua capacità di attrarre consensi nel Nord dell’Inghilterra e la sua immagine da “re di Manchester” lo rendono un candidato forte per contrastare l’ascesa di Nigel Farage e di Reform UK, che da oltre un anno guida i sondaggi nazionali.
Inoltre, circa un quarto dei deputati laburisti avrebbe chiesto le dimissioni di Starmer. Le recenti dimissioni di ministri e gli scarsi risultati nelle elezioni locali hanno alimentato la percezione che la leadership di Starmer stia ostacolando le possibilità del partito di vincere le prossime elezioni generali del 2029.
Una lunga battaglia per la leadership potrebbe esporre divisioni interne, danneggiare l’unità del partito e offrire argomenti ai partiti di opposizione. Il precedente storico – in particolare la recente instabilità dei Conservatori – suggerisce che gli elettori penalizzano i partiti percepiti come troppo concentrati sui propri conflitti interni.
La vittoria di Burnham crea slancio per una possibile sfida prima o poco dopo la pausa estiva del Parlamento, prevista intorno alla metà di luglio. Un rinvio potrebbe permettere a Burnham di costruire ulteriore consenso attraverso il suo ruolo di sindaco e le alleanze con i nuovi deputati.
Tuttavia, Starmer dispone ancora di alcune carte da giocare. Ha una base fedele di sostenitori, un posto garantito in qualsiasi scheda elettorale e la possibilità di presentare una sfida alla sua leadership come irresponsabile in un momento di pressione esterna da parte di Reform UK. Un passaggio di consegne ordinato – talvolta definito una “coronazione” – resta la soluzione preferita da molti nel partito per limitare i danni e presentarsi uniti agli elettori.
Prospettive
La netta vittoria di Burnham ha inevitabilmente modificato gli equilibri interni al Labour. Per il momento, il messaggio di Starmer è chiaro: intende combattere. Ma con Burnham ora entrato in Parlamento e con una crescente pressione pubblica per un “cambiamento fondamentale”, il primo ministro si trova davanti a una delle prove più importanti della sua leadership fino a oggi.
Tradotto da Cesare Ceccato. Articolo originale pubblicato da EUAlive disponibile qui.

